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Disinfettare è un dovere. Non un ricordo.

Disinfezione nel settore HoReCa: finita l’emergenza, non la responsabilità!

Dopo il Covid, l’interesse per la disinfezione è drasticamente calato. Ma i virus e i batteri non sono scomparsi. Anzi, l’abbandono delle buone pratiche igieniche rischia di trasformarsi in un boomerang per chi lavora nella ristorazione, nell’hotellerie e nel catering.

Nel pieno dell’emergenza sanitaria globale, igienizzanti e disinfettanti erano ovunque: nei ristoranti, negli hotel, nei bar, persino sui tavolini dei dehors. Oggi, invece, sembrano scomparsi. Come se, terminata la pandemia, fosse terminato anche ogni rischio.

Niente di più falso.

La falsa sicurezza post-Covid

Il calo dell’attenzione verso la disinfezione è un fenomeno evidente. Ma i virus influenzali, i batteri intestinali, i patogeni trasmissibili per via aerea o per contatto — come il norovirus, lo stafilococco aureo, la salmonella — continuano a circolare. Anzi, si stanno riaffacciando in un ambiente ora più “scoperto”, proprio a causa del rilassamento generale.

Gli ambienti ad alta frequentazione, come sale ristoranti, reception, camere d’hotel, servizi igienici e cucine professionali, sono ambienti a rischio se non vengono disinfettati con regolarità. La semplice pulizia non è sufficiente: è la disinfezione professionale, mirata e consapevole, a garantire la sicurezza microbiologica delle superfici e dell’aria.

Disinfettare non è un gesto da pandemia: è una pratica da professionisti

Un ristoratore o un albergatore che oggi non dà importanza all’igiene profonda dimostra una visione miope e poco affidabile. Significa mettere a rischio non solo i propri clienti, ma anche il personale e la reputazione della struttura.

Bastano poche azioni, ma continuative e ben fatte:

  1. Disinfezione quotidiana dei punti critici (maniglie, bagni, superfici di contatto, climatizzatori)
  2. Utilizzo di prodotti autorizzati (PMC o Biocidi).
  3. La formazione continua del personale sull’uso corretto dei disinfettanti è fondamentale.

È importante comunicare in modo chiaro le pratiche igieniche agli ospiti, non solo per garantire la sicurezza, ma anche come strategia di marketing etico.

Oggi, l’igiene rappresenta un segno di rispetto e un elemento distintivo. I clienti non chiedono più esplicitamente di vedere i disinfettanti, ma li notano. Un bagno ben curato, un profumo di pulito e una sensazione di freschezza sono dettagli che rimangono impressi nella memoria e influenzano la percezione di qualità e affidabilità di un locale o di una struttura ricettiva.

Chi ignora l’importanza della disinfezione oggi non solo rischia sanzioni, ma anche recensioni negative e, a lungo termine, la perdita di fiducia da parte dei clienti.

In conclusione: l’emergenza è finita, ma la responsabilità rimane. Il settore HoReCa non può permettersi di abbassare la guardia. Chi lavora a contatto con il pubblico ha un dovere etico e professionale: garantire un ambiente sano, sicuro e controllato.

La disinfezione non è più solo un obbligo normativo o una conseguenza della pandemia; è una scelta consapevole, un investimento nella fiducia e nella reputazione.

Chi la ignora, commette un errore. Chi la integra, crea valore.

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